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Cenni Storici

Scorcio_dal_Municipio

Fabrizia e`un piccolo borgo sorto dalla trasmigrazione delle genti di"Castelvetere " (Caulonia) e di Roccella.

Fu fondata come comune autonomo nel 1591, tratta dal casale del principe di Roccella Fabrizio Carafa, che vi eresse la sua dimora estiva ed impose il proprio nome al luogo.
Il castello esistente ancor oggi, rappresento`il fulcro di tutte le attivita`del fuedo per lungo tempo.La blasonata famiglia dimostro`il suo legame al borgo facendo costruire vicino alla gia`esistente chiesa del SS.Sacramento (1737), la cappella del Rosario, che dalla sua consacrazione avvenuta nel 1742 fu proclamata d`esclusivo patronato dei Carafa

Tradizioni

I riti più antichi e tradizionali sono legati ai festeggiamenti in onore del Santo patrono, “S. Antonio” che nel mese di giugno, si ripetono innumerevoli dimostrando la forte devozione al Santo da parte della comunità; essi sono ricchi di significati ed esemplificativi della tradizione contadina fabriziese.

La più sentita forma di devozione è “la Tridicina”, ovvero il pellegrinaggio che si effettua nei tredici giorni antecedenti la festa del Santo; da tutte le contrade e i paesi limitrofi , numerosi gruppi di pellegrini, prima dell’alba, si incamminano a piedi (alcuni anche scalzi), cantando lodi al vissuto del Santo, per raggiungere la chiesa matrice e prendere parte alla prima funzione religiosa. Durante la “Tridicina” si celebrano altri riti in onore del Santo:” Li Virginiadhi” e “Li rachatiadhi".

"Li Rachatiadhi” è una funzione ricca di tradizione e dimostra il grande senso di devozione al Santo: il pellegrino giunto innanzi al portone della Chiesa si mette in ginocchio e “si racha” (striscia) sino alla Statua, posta ai piedi dell’altare, e ripete il rito per tredici volte consecutive.

Li virginiadhi” è il rito con il quale si ringrazia S. Antonio per una grazia ricevuta, organizzando un pranzo i cui commensali siano 13 ragazze nubili ("li virginiadhi") e due ragazzi celibi ("li bambiniadhi"). La tradizione si rifà alle antiche usanze dei contadini che, con enormi sacrifici, sostenevano rilevanti spese per allestire tale pranzo. Vengono infatti preparate e servite 13 diverse pietanze che devono essere completamente degustate dai commensali, (il ricorrere del numero 13 sta a simboleggiare il giorno della dipartita del santo). Questo pranzo si conclude, oggi come allora, con l’offerta agli invitati di un dolce fatto in casa, “lu biscuattu”. La padrona di casa offre tale dolce posta in ginocchio sulla soglia, e riceve i ringraziamenti da parte degli ospiti con un bacio sulla mano e con una frase: “Sant’ Antuani mu vi l’aggradiscia” ovvero che S.Antonio gradisca tale atto di devozione e abbia a ben volere la casa. Durante i giorni di festa molto seguita è la processione del sabato. Questa funzione che lega in se un misto di sacro e profano, si rifà ad una antica leggenda che narra del modo in cui la Statua, oggi esistente, arrivò nella località.

Itinerari

Sentiero Passo Abate

SENTIERO MONTE CROCCO-PASSO DELL`ABATE

 

Il sentiero è particolarmente adatto agli escursionisti non molto esperti ma amanti del verde e della tranquillità totale; esso si dirama dalla località “Faggio del Re” alla località “Passo dell’Abate” attraversando località “Cucchiara”, monte “Crocco”, “Sindechella”, “Frascatola” , “Arenella”.
Per recarsi all'inizio del sentiero si deve percorrere la strada che dal centro di Fabrizia conduce verso Laureana di Borrello in provincia di Reggio Calabria, ci si trova proprio a cavallo del confine provinciale.

Ultima modifica: mercoledì, 20 settembre 2023

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